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La lettera che abbiamo ricevuto dal Principato di Seborga

Principato di Seborga

Al Forum del 19 Maggio del 2018, sull’Autodeterminazione dei Popoli, abbiamo ricevuto una lettera da Parte della Principessa Nina Menegatto del Principato di Seborga, la quale purtroppo non avendo potuto presenziare all’evento ci ha inviato questa graditissima missiva che pubblichiamo.
La Principessa,essendo anche consigliere per la corona degli affari esteri, ci saluta e ci illustra la storia della sua terra decidendo infine di invitarci a visitare questi luoghi.

Crediamo che avviare un dialogo con il Principato di Seborga, possa essere una prima azione tra aspiranti Stati, molto importante per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Alleghiamo Testo integrale.

Trieste, 19 maggio 2018
Oggetto: Discorso per il forum “L’Autodeterminazione dei popoli nell’Europa della Globalizzazione”

Signore e Signori,
in qualità di Principessa Consorte di Seborga e di Consigliere della Corona per gli Affari Esteri, vi porto i saluti del Principato di Seborga, di S.A.S. il Principe e del Consiglio della Corona.
Vorrei anzitutto ringraziare gli organizzatori per aver voluto invitare anche il Principato di Seborga a questo forum. Mi spiace molto non poter essere oggi nella vostra meravigliosa Trieste, ma non siamo riusciti ad organizzarci in tempo per poter inviare un nostro esponente in questa splendida città.
Vorrei approfittare dell’opportunità di rivolgere questo breve discorso in apertura del forum per parlarvi di Seborga con poche parole.
Forse voi già ci conoscete. D’altra parte, il nostro Principato è in effetti una realtà piuttosto nota in Italia e all’estero in relazione al mondo degli indipendentismi.

Seborga è un piccolo paesino di circa 320 abitanti che si trova nell’estremo ponente ligure, nell’entroterra di Bordighera e Sanremo e a pochi chilometri dal confine italiano con la Francia. Nel Medioevo fu effettivamente un Principato, retto dall’Abate del Monastero di Sant’Onorato di Lérins (situato su una delle due isolette che si trovano di fronte a Cannes, in Francia). Quando poi nel 1729, dopo alcuni anni di carestia e dopo alcuni contrasti con gli abitanti locali, i monaci vendettero il territorio di Seborga a Vittorio Amedeo II di Savoia, l’atto di vendita non fu mai registrato ufficialmente. Come logica conseguenza, Seborga non fu contemplata nell’ambito del Congresso di Vienna del 1814-1815 e non fu dunque mai annessa formalmente al Regno di Sardegna, né successivamente al Regno d’Italia e alla Repubblica Italiana, che pure a tutt’oggi ne amministra il territorio – a nostro parere – in maniera illegittima.

A partire dagli anni Sessanta un nostro concittadino, Giorgio Carbone, studiando la storia del nostro paese, si convinse della bontà delle ragioni dei Seborghini, proponendosi per un processo di rifondazione del Principato di Seborga. Carbone fu eletto Principe dai Seborghini e con l’aiuto del suo governo nel 1995 fu adottata una costituzione chiamata “Statuti Generali”, votata dai Seborghini a maggioranza. Furono introdotti una bandiera, uno stemma, un inno nazionale, un Corpo di Guardie, monete, francobolli, targhe automobilistiche. La vicenda di Seborga ebbe già in quegli anni una notevolissima eco mediatica, con giornali e network televisivi italiani e stranieri che si interessarono alla nostra vicenda e contribuirono a rendere la nostra terra famosa nel mondo.

Nel 2010, in seguito alla scomparsa del Principe Giorgio, fu eletto Principe Marcello Menegatto, riconfermato l’anno scorso nell’ambito delle elezioni regolarmente convocate, sotto il quale il Principato ha cercato di consolidare quanto già intrapreso dal Principe Giorgio, dandosi una forma più “istituzionale”, migliorando la propria politica di comunicazione ed estendendo la rete di nostri rappresentanti all’estero, valido sostegno per la promozione di Seborga e delle sue aspirazioni in altri Paesi.
Ci preme in tal senso sottolineare come Seborga non sia dunque una micronazione nata per gioco o per scherzo, ma sia un aspirante Stato serio, che basa le sue aspirazioni su motivazioni storiche fondate.

Va detto che i rapporti con il Comune di Seborga e in generale con la Repubblica Italiana sono buoni ed improntati alla reciproca collaborazione: paghiamo regolarmente le tasse allo Stato italiano e ci comportiamo da onesti cittadini. Pur con mezzi e motivazioni diversi, Principato e Comune hanno comunque per obiettivo il bene di Seborga, che allo stato attuale è soprattutto rappresentato dal turismo e dal sostentamento dell’economia locale: è infatti innegabile che le vicende del Principato rappresentano la motivazione principale del flusso turistico verso Seborga, e questo finisce per prevalere sul fatto che in realtà il Principato aspiri all’indipendenza. Non miriamo ad arrivare ad uno scontro con le istituzioni italiane.
Nondimeno, in nome del Diritto, della Giustizia e della Verità Storica, vorremmo che la nostra indipendenza, che in realtà non è mai cessata, fosse effettivamente riconosciuta e riattivata.
Ci rimane la convinzione che, pur essendo nel giusto, la strada verso l’indipendenza sia ancora molto lunga. Al di là di un sistema istituzionale già abbozzato, manca ancora una necessaria infrastruttura economica sottostante. E, per quanto già il Principato sia noto, dobbiamo fare di più perché la comunità internazionale sia portata a conoscenza del nostro e tenga quindi Seborga nella giusta considerazione. In questo senso stiamo cercando di recuperare i documenti storici che provano la nostra indipendenza, collaborando anche con un team di avvocati e giuristi. Abbiamo poi una rete di nostri rappresentanti esteri che hanno il compito di entrare in contatto con le autorità locali e di sensibilizzarle sul tema del Principato. Tanti anni fa ne avevamo uno anche qui in Friuli, a Tricesimo, vicino a Udine.

Stiamo poi considerando di aderire all’UNPO, di cui so che il Territorio Libero di Trieste è membro: l’adesione a questa organizzazione potrebbe fornirci alcuni importanti appoggi ed agganci strategici che possono farci avvicinare al nostro obiettivo.
Come si vede, crediamo in ciò che facciamo e non ci arrendiamo.
Spero con questa breve presentazione di aver reso un’idea di cos’è il Principato di Seborga e di come esso si ponga come aspirante Stato.
Vi ringrazio per la vostra attenzione e spero che verrete presto a visitare il nostro Principato, che è anche un bellissimo borgo.
Grazie.

Nina Menegatto firma

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Sig. Vito Potenza Kalc
Territorio Libero di Trieste

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