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La nuova Democratura?

Se qualcuno due anni fa avesse fatto un sondaggio chiedendo alla gente se avesse accettato la dittatura a Trieste, la risposta sarebbe stata negativa all’unanimita’.

Ora che la dittatura e’ presente a Trieste, molti cittadini la accettano, anzi – si trasformano in poliziotti di quartiere per segnalare i cittadini che non rispettano le regole dittatoriali  imposte, orgogliosi del loro contributo civico mentre se ne stanno chiusi obbligatoriamente nelle loro case durante il coprifuoco.

Ci sono varie forme di dittatura, ad esempio quella militare con tanto di colpo di stato, o quella piu’ subdola in cui le istituzioni al potere in una democrazia non pienamente consolidata (come quella italiana) attivano delle misure che lentamente tolgono le liberta’ individuali e limitano il lavoro di un parlamento.  Questo e’, in breve, quello che e’ successo in Italia nell’ultimo anno.

Qualcuno potrebbe affermare che le misure sono necessarie (a chi?), che bisogna proteggere la gente dalla pandemia. Bene, confermiamo che le misure potevano essere democratiche, come in altri paesi.  In molti ne hanno parlato e non serve dilungarsi su questo. Il punto su cui vogliamo porre l’attenzione e’ che in questo momento l’Italia non e’ piu’ un paese democratico, ma e’ sotto dittatura istituzionale, la Costituzione Italiana non viene piu’ applicata, le elezioni vengono rimandate a data da destinarsi, ed i cittadini subiscono divieti che cambiano di settimana in settimana, con multe salatissime o chiusure di esercizi da parte di Polizia e Forze Armate se non obbediscono pedissequamente alle restrizioni quotidiane.

Non sappiamo quanto durera’, se finira’ nel 2021 o se continuera’ per sempre. Ma in questo momento c’e’, e su questo non ci sono dubbi.

Trieste e’ in mezzo a tutto questo, tra divieti ingiustificati e milioni di euro promessi (ma voi promettereste soldi che non avete?), ed intanto la popolazione si divide, ogniuno pensando per se’.  Sui social media girano commenti tipo “Mi finalmente dormo ben de quando xe el coprifuoco”, “mi tanto la paga la ciapo lo stesso”, “mi vado al bagno a Barcola, quindi no me interessa dei viaggi”.  Altri ancora accusano quelli che vogliono i diritti fondamentali giustamente rispettati, o che semplicemente vogliono lavorare e mantenere la loro famiglia, o che non vogliono perdere tutto quello che hanno messo da parte in una vita intera.

Nel frattempo il vicesindaco ha dichiarato che l’Italia non ha sovranita’ su Trieste.

Ci chiediamo – e vorremmo lo faceste anche voi – ma come fanno i Triestini ad accettare tutto questo?  E parliamo dell’occupazione territoriale con regole dittatoriali da parte di uno stato non sovrano sul nostro territorio… Siete sicuri che volete questo per il vostro futuro? E per futuro non intendiamo tra dieci anni, ma tra dieci mesi.  Quando (forse) si riaprira’, come pensate che saranno i conti italiani? Davvero credete che il recovery fund (che ancora l’Italia non sa se avra’ dal momento che il piano che ha presentato e’ un colabrodo…) vi salvera’ dalla catastrofe? Davvero credete che non ci sara’ nessuna catastrofe?

L’amministrazione italiana di Trieste si puo’ rescindere in qualsiasi momento, come in qualsiasi momento si puo’ tornare alla liberta’, e finalmente vivere bene. Oppure si puo’ non fare niente, e sprofondare in quello che sara’ il periodo piu’ buio (e che potrebbe durare decenni), e che vedra’ Trieste svuotarsi e diventare una citta’ fantasma, con i pochi rimasti che faranno la fame (quella vera).  Se si pensa che tutto tornera’ come prima, ci si illude. Se si pensa individualmente che tanto non ci tocchera’ personalmente, beh, quella e’ pure follia.



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