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L’Italia ha votato

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4 Marzo 2018, le elezioni politiche italiane, di nuovo in scena nel Territorio Libero di Trieste.

A 72 anni dal Referendum Costituzionale, nel quale agli italiani con la “I maiuscola” veniva chiesto d’esprimersi sulla forma istituzionale del loro stato per la scelta Tra Monarchia e Repubblica e la loro rappresentanza all’ Assemblea Costituente,nella Venezia Giulia agli italiani di serie B, veniva proibito il diritto ad esprimersi su una questione fondamentale come quella di adottare la “Struttura Istituzionale” della propria Nazione.

Si poteva fare meglio senza di loro!

A proibire questo esercizio, un decreto luogotenenziale (ancora oggi in gazzetta Ufficiale come norma dello Stato), il quale però rassicurava che gli Italiani di serie B, sarebbero di fatto andati a votare con elezioni suppletive che sarebbero state indette successivamente.
Ad oggi non c’è stato nessun Referendum d’Ausilio a quello del 1946, quindi gli italiani di serie B della Venezia Giulia sono rimasti dei sudditi.
Il 4 Marzo 2018, i Giuliani “figli di un Dio Minore” sono stati chiamati a scegliere dei Rappresentanti per la Gestione di uno stato per il quale non è mai stato chiesto come volessero funzionasse.
Un po’ come se ci fosse stata regalata una 500, ma ci chiedessero di farla correre come una Ferrari, perché quando i governi falliscono, la colpa ricade sempre sull’elettore, al quale viene imputato di non aver saputo scegliere bene i propri delegati.

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Le elezioni italiane, in funzione di quanto esposto non sono legittime in questo Territorio e questa violazione di legge, mina i pilastri della democrazia e dei diritti umani, già perché il primo Protocollo Addizionale alla Convenzione Europea Dei Diritti dell’Uomo del 1950, all’ articolo 3 recita:
“Diritto a libere elezioni Le Alte Parti contraenti si impegnano a organizzare, a intervalli ragionevoli, libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo.”
Purtroppo la Venezia Giulia, doveva scegliere prima lo stato e poi il corpo Legislativo.
Infine, la comunità italiana del Territorio Libero è stata beffata dal proprio governo, essendo stata estromessa da un esercizio democratico fondamentale come quello del voto, il quale viziato “ab origine” rende nulle tutte le loro scelte.

Il 29 Aprile,alle elezioni Regionali, sarà necessario più che mai depositare la dichiarazione di Non Voto Attivo, per richiedere il ripristino di quei diritti che ci sono stati negati.

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