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Human Rights?

Da qualche mese questa città sta assistendo, con grande apatia, a una protesta di un essere umano che ha visto la sua vita lavorativa, ma a cascata anche quella personale, infrangersi contro l’omertà istituzionale locale. Sì, quell’omertà che sino a qualche decennio fa balzava all’onore della cronaca in territori centinaia di chilometri più a sud del nostro.
Noi, questo argomento lo vorremmo affrontare principalmente sul piano umano, visto che questa situazione, sta diventando ogni giorno sempre più grottesca e surreale ma necessariamente, deve coinvolgere le nostre coscienze se vogliamo continuare a coltivare quel senso d’umanità che ci differenzia dal mondo animale.

Marcello Di Finizio, questo il nome della persona, ha deciso di intraprendere una protesta estrema, arrampicandosi su una gru alta 70 metri e ci sta stazionando da 65 giorni, nonostante il caldo africano, alternato da violentissimi temporali con tuoni e fulmini.
Le richieste da parte del Di Finizio sono rivolte al Sindaco di Trieste, Roberto DiPiazza, per discutere su alcuni fatti tecnici riguardo la cessazione della sua attività chiamata “La Voce della Luna”; egli chiede un incontro pubblico per confrontarsi in merito agli impegni presi dal primo cittadino nei suoi confronti e ad oggi mai mantenuti (a detta del Di Finizio).
Superati sessanta giorni di permanenza su quella gru nell’indifferenza istituzionale più totale, è evidente che la motivazione che lo ha spinto ad agire in tal senso e il suo “Curriculum Vitae, perdono ogni senso d’essere. Questo in quanto il limite di una questione politico istituzionale amministrativa è stato ampiamente superato, giungendo a una vera e propria questione dei “Diritti dell’Uomo” sanciti il 10 dicembre 1948, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Questi trovano il massimo significato nel preambolo che così recita:

“Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più
alta aspirazione dell’uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni”

L’indifferenza Istituzionale su quando sta accadendo su questa gru, denominata “URSUS” sta portando all’attuazione di quel passaggio sopra riportato nella Dichiarazione Universale,” … se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione”;

 Questi principi che sono stati sanciti conseguentemente alla fine della disastrosa seconda guerra mondiale, e su questa dichiarazione si fondò la costruzione di questa Europa democratica che oggi conosciamo.

Il Sindaco Roberto Dipiazza, deve cambiare atteggiamento su questa vicenda, in quanto gli viene imposto dallo Statuto del Comune di Trieste, il quale all’art.5, Funzioni Generali del Comune, obbliga il primo cittadino a curare unitariamente gli interessi dei suoi abitanti;

Dunque questa omertà Istituzionale a livello di principio nega tutto ciò?

Altro aspetto inquietante ,risulta dal fatto che questa protesta sta avvenendo in una zona internazionale, non soggetta a sovranità italiana. Tant’è che il presidio sotto la gru viene fatto da “Vigilantes privati”, in quanto forze di ordine pubblico possono accedervi solo con particolari permessi, ma non possono applicarvi le norme dello stato Italiano.

Conseguentemente a ciò, sorge d’obbligo una domanda: ma se (Dio non voglia) questa vicenda dovesse avere un tragico epilogo, assisteremo ad uno “scarica barile tra istituzioni ” con la scusa del difetto di giurisdizione in quell’area?

A nostro modo di vedere l’intervento di qualche istituzione internazionale, scoprirebbe il “Vaso di Pandora”, sia sulla vicenda dell’attività di Di Finizio sia su questa,”sospetta” indifferenza delle Istituzioni che con il preteso della zona Internazionale, monitorano la situazione senza accennare a nessun tipo d’intervento.

In ogni caso la nostra solidarietà ad un essere umano che chiede d’essere rispettato in quanto tale!

Vito Potenza
Pres. Assembly Project.

3 thoughts on “Human Rights?

  1. Caro Vito Potenza,
    Il Sindaco Roberto Di Piazza si occupa degli interessi dei suoi cittadini,
    Ma giustamente non mette davanti ai suoi impegni istituzionali le pretese di un singolo cittadino.
    Nominando l’art 5 hai consacrato come giusto il lavoro del attuale Sindaco della città di Trieste.
    Ricorda che mai vanno esse davanti le “esigenze” del singolo rispetto alla collettività.
    Anche nel caso di una tua personale simpatia a favore del De Finizio per la vicenda, per le controversie legali ci sono le opportune sedi che si chiamano tribunali e non Ursus, per cui la vicenda non va affrontata da un punto di vista umano ma di legge.
    Se all’arrampicatore dovesse venire riconosciuto qualche diritto o indennità e giusto che li riscuota in caso contrario dovrà in futuro rispondere delle sue azioni

    1. Gentile sig. Denis,
      mi risulta che De Finizio stia combattendo da anni proprio a causa delle leggi ingiuste ,che applicate sulla sua persona gli hanno fatto perdere tutto ciò che aveva. E non solo l’aspetto materiale. La controversia portata in un tribunale dello Stato italiano non farebbe che confermare l’applicazione delle leggi assurde, Bolkenstein in primis. La sua battaglia, anche se estrema, è legittima, come tutte le battaglie portate avanti dai cittadini che si sentono calpestati dalle autorità e dalle leggi.

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