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Il Governatore di Trieste – i 24 candidati e le cause del mancato accordo

Ritroviamo questo importante documento storico “Il Governatore di Trieste – cronistoria dei 24 candidati alla carica” dal Trattato di Pace (10/2/1947) alla Nota Tripartita (20/3/1948), scritto da Lucio Franzoni* nel 1951. In questo documento si legge il fallimento dei vari tentativi di nomina da parte dei soggetti internazionali, che portò, per “disperazione” e “sfinimento” all’amministrazione provvisoria italiana del Territorio triestino. Qui il documento in PDF, di seguito la trascrizione del testo.


Le dolorose vicende che Trieste ebbe dopo i tragici avvenimenti che squassarono l’Italia dopo l’8 settembre 1943, avulsero la città nostra dalla Madre Patria coll’istituzione prima del Litorale Adriatico e l’amministrazione tedesca, poi dal 1° maggio 1945 coll’occupazione da parte dell’esercito dei partigiani di Tito e l’amministrazione jugoslava, se amministrazione quella di possa chiamare, e infine colla venuta delle truppe anglo-americane il 12 giugno 1945 e l’amministrazione alleata ancora oggi in funzione.
Nelle trattative di pace le lunghe controversie ed i continui dissensi fra gli stati portarono, come accordo di compromesso, alla istituzione del Territorio Libero di Trieste, retto da un Governatore.
Ma è passato ormai alla storia il Governatore di Trieste e pertanto non sarà inopportuno ricordare le egregie persone che furono proposte all’alta carica, e che per un momento, fugacemente, legarono gli illustri loro nomi alla nostra città.
Il Governatore di Trieste avrebbe dovuto entrare in carica con la ratifica e l’entrata in vigore del Trattato di Pace con l’Italia, cioè il 15 settembre 1947, ma siccome in tale data non era stato ancora nominato continuarono nelle loro funzioni nelle due Zone A e B del Territorio Libero le amministrazioni militari anglo-americana e jugoslava.
Nell’ottobre del 1946 la Conferenza di Parigi approvava lo Statuto per il Territorio Libero e stabiliva che il Governatore sarebbe stato nominato dal Consiglio di Sicurezza della Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.), rimarrebbe in carica per 5 anni ed avrebbe emolumenti ed indennità corrisposti dall’O.N.U. stessa.

Il 17 giugno abbiamo una nuova proposta sovietica:
Maurice de Jean o Dejean, ambasciatore francesce a Praga:
questa candidatura, per quanto fosse in contrasto con l’accordo preso di escludere cittadini delle Grandi Potenze, pure trovò favore ed ebbe anche in seguito probabilità di successo.

Siccome l’accordo non veniva raggiunto sui proposti candidati europei, il 10 luglio la Columbia proponeva alcuni nuovi candidati americani:
Riccardo Alvaro, ex Presidente e ministro degli esteri del Panama;
Joaquim Fernandez, ministro degli esteri del Cile;
Josè Prado, ambasciatore del Perù a Washington;
Luis Padilla-Nervo, rappresentante del Messico all’O.N.U.;
ma senza risultato.

Riprese al Consiglio di Sicurezza il 9 settembre le discussioni sui vecchi candidati, si aggiungeva ancora un nome nuovo:
Theodor Boch o Broch, deputato socialista o laburista al parlamento norvegese ed ex sindaco di Narwik,
che la Russia però respingeva.

Nella riunione del 23 settembre la Cina proponeva uno svizzero:
Walter Stucky, diplomatico ed ex sottosegretario agli esteri della repubblica Elvetica;
ma questi rifiutava subito la carica.

E veniamo così al 3 ottobre con la proposta francese che la nomina del Governatore fosse rimessa alla scelta dell’Italia e della Jugoslavia; proposta che il Consiglio di Sicurezza approvava appena il 19 dicembre invitando l’Italia e la Jugoslavia ad accordarsi sulla scelta della persona entro il 5 gennaio 1948.

L’Italia proponeva 4 candidati:
tre già noti e discussi:
Henry Guisan, svizzero;
Walter Stucky, svizzero;
Leif Egeland, sud-africano;
e poi un nome nuovo:
Paul Ruegger, diplomatico e ministro svizzero a Roma.

La Jugoslavia proponeva 6 candidati:
due nomi nuovi:
Bohuslav Eger, giurista cecoslovacco e già magistrato al Tribunale Internazionale di Norimberga;
Emil Strang, giurista e Presidente della Suprema Corte norvegese;
e tre nomi già noti e discussi:
George Branting, svedese;
Maurice De Jean, francese;
Pablo Azcarate, spagnuolo;
e infine poi ancora un nome nuovo:
Edouard Zellweger, diplomatico e ministro svizzero a Belgrado.

Ma l’accordo fra i nomi proposti dall’Italia e quelli proposti dalla Jugoslavia non veniva raggiunto, ognuna desiderando uno dei propri candidati ed il 24 gennaio 1948 il Consiglio di Sicurezza esaminava le note di risposta dell’Italia e della Jugoslavia che non avevano portato ad alcun risultato pratico.
Il Consiglio di riuniva di nuovo il 10 marzo con discussioni su vecchi nominativi già più volte esaminati, ma nessun accordo neanche questa volta veniva raggiunto.

E veniamo così al 20 marzo 1948 con la nota anglo-franco-americana con la proposta per la restituzione all’Italia del Territorio Libero rimessa in tale data al segretario generale dell’O.N.U., Trygve Lje. Questa dichiarazione tripartita raccomanda il ritorno del Territorio Libero di Trieste all’Italia come la soluzione migliore siccome la scelta del Governatore è impossibile.
Sono stati dunque 24 i candidati ufficiali alla carica di Governatore di Trieste, e precisamente 5 norvegesi, 4 svedesi, 4 svizzeri ed uno per ciascuno dei seguenti stati: Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Olanda e Spagna, e poi 5 di stati d’America: Cile, Columbia, Messico, Panama e Perù, ed infine uno del Sud-Africa.

 
 

 

 


Note:

* Lucio Franzoni ricercatore storico triestino e fervente patriota italiano, autore del libro “L’ufficio fiscale di Trieste (1776-1855) scritto nel 1963.

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